La Manutenzione

Ogni anno siamo costretti ad assistere a casi di intossicazione da monossido di carbonio – un gas altamente tossico-a causa di impianti vecchi, difettosi e mal curati. La corretta manutenzione e la prova dei fumi sono l’unica garanzia per avere in casa uno strumento che genera calore e non un killer. Lo scoppio della caldaia , la diffusione di monossido di carbonio nell’ambiente , l’esplosione delle canna fumaria sono i pericoli più evidenti, in alcuni casi addirittura mortali, che possono originarsi dal cattivo funzionamento di un impianto . Le norme che impongono l’obbligo dei controlli sull’effettiva manutenzione sono, quindi, un’ulteriore garanzia di sicurezza.
Mantenere l'impianto di riscaldamento della propria abitazione sempre efficiente ed in regola è semplice. Basta seguire le norme di gestione e manutenzione previste dalla legge per ridurre consumi e rischi in casa. Vediamo di cosa si tratta:

Per una corretta gestione dell'impianto:

- occorre conoscere il periodo dell’anno durante il quale è consentito tenere in funzione gli impianti di riscaldamento ed il numero massimo di ore al giorno previste dalla legge. Tali limiti dipendono dal clima della località dove è ubicato l’edificio e dal tipo di impianto. Per conoscere limiti di orario e periodi della tua zona climatica rivolgiti al Comune di riferimento.
- occorre mantenere una temperatura media degli ambienti non superiore a 20° C (con una tolleranza di 2° C)

Per una corretta manutenzione dell'impianto:

- rivolgersi sempre ad una ditta abilitata ( tecnico manutentore / installatore abilitato) per tutte le operazioni di controllo e manutenzione. Le associazioni di categoria e le Camere di commercio vi potranno fornire gli elenchi o comunque utili indicazioni in merito.
- conservare tutta la documentazione relativa all'impianto dell'abitazione:
    Il libretto di impianto /centrale
    La "Dichiarazione di conformità", per impianti costruiti dopo il 13.03.90 oppure il documento equivalente, per impianti costruiti prima di tale data
    Le copie delle dichiarazioni attestanti il controllo tecnico dell'impianto, che ti vengono consegnate a seguito dei controlli/manutenzione .

Periodicità dei controlli

In mancanza di specifiche istruzioni elaborate dall’installatore o dal fabbricante la periodicità dei controlli dovrà essere :
    ogni anno gli impianti alimentati a combustibile liquido o solido, indipendentemente dalla potenza, ovvero alimentati a gas di potenza nominale del focolare maggiore o uguale a 35 kW;
    ogni due anni di potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW alimentati a combustibile gassoso indipendentemente dalla loro ubicazione e dalla loro anzianità di installazione;
    quattro anni dalla data di installazione per gli impianti a gas con generatore di calore di tipo C di potenzialità inferiore a 35 Kw, di nuova installazione, successivamente la frequenza dei controlli sarà ogni due anni;
    per le centrali termiche o generatori di calore di potenza termica nominale complessiva maggiore o uguale a 350 kW, è prescritto un ulteriore controllo del rendimento di combustione da effettuarsi alla metà del periodo di riscaldamento.

I Vantaggi di una corretta manutenzione

Sei in regola con la legge
Per gli impianti autonomi (con potenza inferiore a 35 kW) la legge italiana individua nella persona che occupa l'alloggio (anche se non è il proprietario) il responsabile dell'impianto di riscaldamento. Spetta quindi a lui il compito di gestire correttamente l'impianto e provvedere, rivolgendosi a personale abilitato, alla manutenzione periodica. Chi non lo fa è responsabile per eventuali danni causati da malfunzionamenti ed incorre nelle sanzioni previste dalla legge.

Garantisci sicurezza alla tua casa
Soltanto un impianto controllato da parte di personale abilitato e specializzato è sicuro. La verifica periodica dell'impianto non può quindi essere un'operazione improvvisata svolta autonomamente o ricorrendo a persone non abilitato. Il corretto controllo della caldaia ne ottimizza il funzionamento minimizzando la possibilità di incidenti e di immissione di scarichi pericolosi all'interno dell'ambiente domestico.

Risparmi denaro
La caldaia è come la tua automobile. Le verifiche periodiche effettuate da personale specializzato la rendono affidabile ed efficiente garantendo migliori prestazioni e minori consumi di combustibile. Questo significa risparmiare in maniera significativa sui costi relativi al riscaldamento.

Aiuti l'ambiente
Ogni caldaia per funzionare ha bisogno di scaricare i fumi della combustione nell'ambiente esterno. Oltre ad altre sostanze inquinanti questi fumi contengono anidride carbonica, uno dei principali responsabili dell'effetto serra. Ridurre i consumi attraverso la corretta manutenzione della caldaia permette di bruciare meno combustibile (risorse naturali) e diminuire l'immissione in atmosfera dei fumi di scarico.

RISPARMI RISPETTANDO L’AMBIENTE
Con l’uso, all’interno della caldaia, possono generarsi dei depositi che ostacolano la trasmissione del calore all’acqua causando la dispersione del calore prodotto. Anche la cattiva regolazione del bruciatore può provocare fughe di calore . La manutenzione costante del generatore di calore può, da sola, garantire un risparmio in bolletta tra il 5% ed il 10%, limitando anche i costi per la sostituzione delle parti del generatore di calore soggette ad usura. Ciò significa : minori costi, perché gli impianti bruciano meno combustibile a parità di calore prodotto, e riduzione dell’inquinamento, perché si limita l’emissione in atmosfera dei gas responsabili dell’effetto serra.

QUANTO SI RISPARMIA?
L’efficienza di una caldaia viene quantificata con il rendimento di combustione, che rappresenta la percentuale dell’energia derivante dalla combustione trasferita al fluido termovettore. Se la nostra caldaia ha un rendimento, per esempio, dell’88%, vuol dire che per 1 euro speso per l’acquisto di combustibile, 0,88 centesimi di euro vengono sfruttati come calore utile e 0,12 centesimi finiscono in “fumo” nei gas di scarico. Una caldaia vecchia ed in cattivo stato di manutenzione, che, sempre per ipotesi, abbia un rendimento attorno al 75%, sprecherà in atmosfera, inquinando più del necessario l’aria che respiriamo, più di 0,25 centesimi dell’euro speso.

KYOTO IN CASA NOSTRA
La combustione di un metro cubo di gas metano è causa del rilascio in atmosfera di più di 2 kg di CO2 (Cfr. I.P.P.C., 2006). Bisogna intervenire per raggiungere un nuovo equilibrio in armonia con l’ambiente e rispettoso dei diritti delle future generazioni. Per questo motivo, l?unione Europea ha impegnato i Paesi membri affinché, entro il 2020, si riducano del 20% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, si aumenti sino al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, si adottino misure per ottenere un risparmio di energia del 20%, rispetto agli attuali consumi. Gli obiettivi delineati potranno realisticamente essere perseguiti se ognuno di noi apporterà un contributo all’azione di contrasto dei cambiamenti climatici concreto. Vivere meglio l’ambiente di casa nostra può essere un buon motivo per iniziare. Con le dovute attenzioni e la corretta manutenzione dell’impianto termico possiamo ridurre le emissioni climalteranti generate dalle nostre case. Per capire meglio la dimensione dei problemi e l’importanza del contributo che ognuno di noi può garantire, basta considerare che il settore residenziale e terziario ha un fabbisogno di energia, per il riscaldamento ed il raffrescamento, pari a più del 19% del fabbisogno di energia primaria a livello nazionale. L’impatto ambientale delle caldaie è particolarmente elevato. Nei nostri centri urbani le principali cause dell’inquinamento atmosferico sono il traffico veicolare e, nei mesi invernali, le emissioni attribuibili agli impianti di riscaldamento. Gli impianti mal funzionanti producono in quantità superiore anidride carbonica, monossido di carbonio e ossidi di azoto, ossia i principali fattori di inquinamento atmosferico.

Consigli Utili

Ridurre la temperatura di casa di solo 1° C può evitare l’emissione di circa 300 kg di CO2 per abitazione ogni anno.

Programmando il termostato di casa in modo da abbassare la temperatura di notte o quando non si è in casa si risparmia circa 440 kg di CO2 per abitazione ogni anno. Questo risultato è basato sul calcolo che il riscaldamento, oltre ad essere responsabile del 14 % circa del totale delle emissioni europee di gas e effetto serra, è anche responsabile del 70% del consumo energetico dei privati cittadini e del 70% delle emissioni di gas ad effetto serra dovute ai consumi privati( imputabili al riscaldamento). E’ stato quindi calcolato che si risparmia il 7,5% (media tra 5 e 10 %) di energia per ogni grado centigrado di temperatura in meno. Un buon isolamento dell’abitazione permette di evitare il rilascio in atmosfera di 630 kg di CO2 per abitazione ogni anno. Si calcola che un’abitazione media in Europa consumi 10.000 kWh/anno per il riscaldamento; le emissioni di CO2 dovute al riscaldamento sono pari a 250 g/kWh. Un migliore isolamento di tetti, pareti e pavimenti può portare ad un risparmio energetico del 50%, ma ricorrendo alle migliori tecnologie disponibili si può arrivare al 90%.

Sostituire le vecchie finestre a vetro singolo con finestre a vetro camera può evitare l’emissione di 350 kg di CO2 per abitazione ogni anno. Quest’azione può richiedere un certo investimento iniziale che sarà tuttavia più che ripagato sul lungo termine. Scegliendo i migliori prodotti sul mercato si può tagliare la perdita di energia di oltre il 70%.

Spegnendo cinque lampadine da 60 W lasciate accese dove non servono si possono evitare emissioni inutili pari a circa 270 kg di CO2 in un anno. Il calcolo presuppone che cinque lampadine da 60 watt siano spente per 4 ore al giorno, ogni giorno, dell’anno. Per il calcolo delle emissioni di CO2 è stata utilizzata l’elettricità di riferimento (prodotta da gas naturale con emissione totale di gas ad effetto serra di 616 g/kWh).

Sostituendo cinque lampadine utilizzate mediamente 5 ore al giorno con lampadine a basso consumo (CFL) possiamo evitare l’emissione di circa 250 kg di CO2 ogni anno. Passare a questo tipo di lampadine può farvi risparmiare fino a 60 euro, infatti durano fino a 10 volte di più delle lampadine normali. Il loro costo iniziale è superiore, ma la lunga durata le rende più convenienti. Il calcolo è basato sul presupposto che cinque lampadine normali da 60 watt siano sostituite con cinque lampadine a basso consumo da 16 watt utilizzate mediamente per 5 ore al giorno. Una lampadina a basso consumo da 16 watt sostituisce una lampadina ordinaria da 60 watt.

Utilizzando la lavatrice solo a pieno carico si risparmiano circa 45 kg di CO2 ogni anno. Il calcolo è basato su una lavatrice media europea con un consumo di 1,24 kWh per circa 240 cicli di lavaggio all’anno e presuppone che la metà di questi cicli di lavaggio siano a mezzo carico.

Basta chiudere il rubinetto mentre ci spazzoliamo i denti per risparmiare 3 kg di CO2 all’anno. Il calcolo è basato su flusso di 1,5 litri al minuto. Lasciando aperto il rubinetto mentre vi spazzolate i denti per 3 minuti 2 volte al giorno consumate 9 litri d’acqua al giorno, ovvero 8 litri in più rispetto a chi chiude il rubinetto.

Con poca spesa si possono installare le valvole termostatiche sui termosifoni: ciò permette di regolare la temperatura ideale in ogni stanza della casa. Le valvole termostatiche regolano automaticamente il flusso dell’acqua calda in base alla temperatura scelta, deviandola nelle stanze più fredde o diminuendo il consumo complessivo.